Era il companatico "povero" dei cavatori di marmo
delle Alpi Apuane, che lo affettavano sottile e lo accompagnavano al pomodoro
per condire le pagnotte rustiche. Un cibo preparato la mattina presto e destinato
a sostenere per tutta la giornata i lavoratori delle cave, impegnati abitualmente
a quasi 2000 metri di quota. Il "fagottino", insieme all'indispensabile fiasco
di vino, doveva assicurare le calorie necessarie ad affrontare le ripide salite
e la fatica degli scavi.
Il Lardo è il prodotto tipico di Colonnata, piccolo borgo ancorato su uno sperone
tra le cave marmifere intorno a Carrara. La sua stagionatura, la cui origine
risale intorno all'anno Mille, avviene per un periodo tra i sei e i dieci mesi
in speciali conche di marmo che si trovano in cantine o grotte scavate nella
roccia. L'umidità naturale delle grotte e la porosità del marmo stabiliscono
condizioni ideali per la maturazione. Le pareti delle conche vengono strofinate
con aglio e il fondo ricoperto di sale marino, erbe e spezie. Il Lardo si immette
nelle conche in blocchi rettangolari la cui altezza può variare dai 3 agli 8
centimetri. Tra uno strato e l'altro si sistema una speciale salamoia composta
di sale marino in grani, pepe nero macinato, rosmarino, aglio fresco e sbucciato
spezzettato grossolanamente. Se questi sono gli ingredienti tassativi, largo
spazio è lasciato alla ricetta che si tramanda di generazione in generazione
in ciascuna famiglia di produttori e che viene conservata gelosamente. Tra le
spezie e le erbe aromatiche che possono conferire al Lardo di Colonnata il suo
particolare sapore anche cannella, coriandolo, noce moscata, chiodi di garofano,
anice stellato, origano e salvia.
Al momento dell'estrazione si presenta di aspetto grigio-nero nella cotenna
che lo ricopre. All'interno il Lardo è di colore bianco-rosato, qualche volta
con la particolare "striscia" rosa che ne aumenta la bellezza e ne rende più
intenso il gusto. I pezzi variano dai 4 agli 8 centimetri di spessore, per un
peso da 0,5 a 1 kg.
Il profumo è fragrante e ricco di aromi mentre il gusto è delicato, quasi dolce,
finemente sapido se proviene dalla zona delle natiche, arricchito dalle erbe
aromatiche e dalle spezie usate nella lavorazione. Si consuma ripulito dalla
cotenna e dagli eventuali residui di sale, tagliato in fettine sottilissime
adagiate su pane fresco, scaldato o appena abbrustolito. Ideale accompagnamento
sono, come per i cavatori di un tempo, il pomodoro e la cipolla crudi, senza
alcun ulteriore condimento. In alternativa può essere servito su pietanze calde,
di carne o di pesce. Il sale della cotenna è ottimo per insaporire arrosti e
grigliate, mentre la cotenna può essere cotta alla griglia o lessata per insalate
di legumi e zuppe.